Centro studi europeo della Tuscia

L’idea di fondare un Centro Studi mi è venuta dopo molti soggiorni ad Orvieto e numerosi viaggi nei dintorni alla scoperta delle bellezze artistiche e paesaggistiche di quella regione una volta chiamata “Tuscia” od “Etruria”, delimitata dai due fiumi mitici Arno e Tevere e dal mar Tirreno. Ho rinvenuto una miniera di spunti per creare una istituzione culturale tipo accademia neo-umanistica, tesa a rispolverare tempi perduti di ricerche approfondite sul passato ed il suo insegnamento finalizzato a migliorare la civiltà sempre in affanno per conservare certi valori trasmessi e a rischio di estinzione. Il modernismo ha soffocato tanti aspetti di ieri o ha volutamente impedito il ritorno di nostalgie scomode in seguito a minuziose indagini o ricerche. Le comuni radici rischiano pertanto di seccarsi con l’annullamento di secoli di sofferte conquiste nel campo di molte discipline.

Molti valori stanno scomparendo, fagocitati da un bombardamento mediatico e da influssi nocivi di una tecnologia sfrenata e dispersiva.

Tesori della nostra terra stanno scomparendo inesorabilmente con politiche disattente alla salvaguardia di beni non più ripetibili. Quell’eredità trasmessaci dai nostri avi si sta dissipando per interessi speculativi o disaffezione dilagante.

Il Centro Studi si propone di risvegliare la coscienza della nostra identità, il recupero del salvabile, la conservazione di tale patrimonio acquisito, la consapevolezza del loro significato educativo ora e sempre. Nato ad Orvieto il Centro Studi si trasferisce poi a Bologna avendo esteso l’interesse al territorio di massima espansione dell’influenza etrusca: dalla pianura padana a quella del Sele, da Mantova a Paestum. Gli Annali ed i Quaderni d’Arte saranno gli organi propulsori  di tale nuova proposta, aperta a studiosi che vorranno collaborare. L’Informatica sarà il mezzo di diffusione più vasta e più celere.

Il Centro Studi incoraggia le ricerche e le nuove generazioni nel compito di stimolare la volontà di non perdere del tutto il gusto dello scrivere, fotografare, disegnare, recuperare il passato sotto varie forme di indagini. Ed esorta ai contatti umani diretti onde stringere nuove forme di socialità, di dialogo, di conoscenza.

Il Patrimonio del Centro Studi, acquisito nel tempo, non andrà pertanto perduto poiché vivrà nelle sue pubblicazioni, nei suoi eventi culturali, nel ricordo degli estimatori e di quelli che ne porteranno avanti le sue finalità. E il tempo darà ragione.